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Un gioco tra me e la terra

Ancora un pezzo ottenuto a scavo, lavorando in presa diretta senza sapere in anticipo dove la terra mi condurrà. Stabilisco solo il punto di partenza, sbozzando la base. Poi aspetto un tratto, un movimento – direi un segno – che dia l’avvio al tutto. È un gioco tra me e la terra, lei preme per farsi forma, io avanzo curiosa di vedere cosa si rivelerà. A volte l’incontro non avviene, la forma non matura, e io senza rimorso la faccio rientrare nell’informe. Se così accade, per lo più è la presenza nostra a mancare. Quando dio tace, è perché abbiamo bisogno di silenzio.