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Parole a margine

Sculture

Una delle cose buone di questo periodo di segregazione è aver potuto, con la lentezza che richiede, portare avanti il lavoro su queste mie figure in grès nero che con scarsa fantasia ho chiamato donne-vaso. Sono ancora per me misteriose. Rivelano aspetti diversi di un femminile raccolto e assorto. Alcune regali e maestose, altre chine, schive, pudiche. Alcune ancora sono biscotto, in attesa dell'ultima prova del fuoco che le trasformerà irrimediabilmente....

Illusione

Come il golfo mistico per Wagner nascondeva la disturbante carnalita' della musica, così il mio nuovo tornio - silenziosissimo - finge di non esser macchina. Annega queste ore di fisico lavoro in uno stato di assorta comunione 😏...

Corpi

Vasi ottenuti a scavo. Oggi ho capito che sono per me corpi. Corpi per le torsioni che manifestano, le linee in volo che disegnano, i punti di cedimento, di ritrazione. Cicatrici, spaventate introflessioni. Corpi sotto mentite spoglie....

Il pezzo appena nato

Il pezzo appena nato sul tornio è come una conchiglia raccolta sulla battigia che conserva per qualche istante il mondo cui apparteneva. La pelle luccicante di promessa, ti chiama. Poi pian piano asciugando si spegnerà, e bisognerà attendere due lunghi viaggi alchemici per rivedere sotto altra forma quella luce e quel bagliore. Per fare ceramica serve pazienza e immaginazione (non necessariamente fantasia)....

Porcellana al tornio

Da moltissimo tempo non lavoravo la porcellana al tornio. Cremosità e morbidezza. Un impasto docile, educato. I pezzi sono fioriti da loro stessi. Li ho trasferiti con le bocche tremolanti come budino sulla tavoletta pulita di legno e ora riposano sotto una cappa trasparente, protetti come infanti dopo il parto....

Corpo di luce

Che forza simbolica la porcellana. Nessun impasto ha un ritiro pari al suo. Il fuoco consuma tutto il superfluo e restituisce l’essenziale. Le dimensioni cambiano, l’anima muta. Ciò che rimane della porcellana è un corpo di luce, e quel bianco caldo, lattiginoso, quasi madreperlaceo che è il termine di contrasto per tutta la famiglia dei bianchi....

Un gioco tra me e la terra

Ancora un pezzo ottenuto a scavo, lavorando in presa diretta senza sapere in anticipo dove la terra mi condurrà. Stabilisco solo il punto di partenza, sbozzando la base. Poi aspetto un tratto, un movimento – direi un segno – che dia l’avvio al tutto. È un gioco tra me e la terra, lei preme per farsi forma, io avanzo curiosa di vedere cosa si rivelerà. A volte l’incontro non avviene, la forma non matura, e io senza rimorso la faccio rientrare nell’informe. Se così accade, per lo...

Circolo virtuoso

Per lavorare la porcellana devi essere centrato. Ma lo stesso lavorarla in poco tempo ti centra. Cala un silenzio riposante, senti pace giù in basso, nelle viscere. Perché? La mia risposta sta nelle generose risonanze che il lavoro a mano produce. A volte il tornio impone un ritmo che può non corrispondere a quello interiore, come quando siamo costretti a rimanere in auto circondati da prati in fiore e declivi invitanti. Bisogna scendere e proseguire a piedi. La bellezza chiama un contatto intimo, senza mediazioni....

Da una pallina d’argilla

Sì, il tornio esercita un magico incantamento. Ma la pallina d’argilla tenuta tra le mani che si apre e cresce sotto la pressione delle dita (lo chiamano pizzicato/pinching), ha una diversa risonanza. È un gesto arcaico. È cura, pazienza. Affondi il pollice e inizi a premere girando la pallina tra le mani, e potresti quasi procedere a occhi chiusi. Sono i polpastrelli a saggiare istante dopo istante lo spessore della terra, l’andamento della forma. Il ritmo interiore tiene la rotta e governa le dita....